Geolocalizzazione al centimetro: la Svizzera italiana lancia MAKALU

Immagine del Makalu (catena dell'Himalaya), la quinta vetta più alta del mondo
Immagine del Makalu (catena dell'Himalaya), la quinta vetta più alta del mondo

Servizio comunicazione istituzionale

Il variegato settore dei sistemi di geolocalizzazione tramite GNSS (Global Navigation Satellite Systems) sta per arricchirsi di un nuovo dispositivo sviluppato interamente nella Svizzera italiana: si tratta del progetto di ricerca MAKALU guidato dall’Advanced Learning and Research Institute dell’USI (ALaRI, Facoltà di scienze informatiche) ed eseguito in collaborazione con l’ETH di Zurigo e Saphyrion Sagl. Giunto a conclusione, lo studio ha prodotto un prototipo funzionante, pronto per l‘industrializzazione da parte dell’azienda ticinese Saphyrion. Quanto sviluppato dal Dr. Alberto Ferrante e dai suoi colleghi è infatti un dispositivo di geolocalizzazione di piccole dimensioni con una precisione notevolmente superiore – si parla di pochi centimetri – rispetto a quella dei dispositivi di uso comune, dove l’accuratezza si misura in metri.

Questo progetto rappresenta un ottimo esempio di collaborazione fra partner accademici e aziendali, un modello promosso in particolare da Innosuisse, l’agenzia della Confederazione Svizzera che, tra le altre attività, “promuove progetti d’innovazione fondati sulla scienza portati avanti da imprese in collaborazione con partner di ricerca”. Lanciato a fine 2017 (ne abbiamo riferito poco dopo: www.usi.ch/it/feeds/7773), il progetto MAKALU ha beneficiato del sostegno finanziario di Innosuisse e ha coinvolto l’USI per la ricerca scientifica, l’ETH Zürich come partner accademico e la società Saphyrion come partner aziendale.

La caratteristica principale di questo nuovo strumento è proprio il livello di precisione, comparabile a quella dei sofisticati dispositivi geodetici (da ‘geodesia’, la scienza della misurazione e della rappresentazione della superficie terrestre), sistemi che sono tuttavia molto costosi, mentre il prodotto sviluppato a Lugano avrà un costo molto inferiore. Le applicazioni classiche previste per questo sistema sono perlopiù nell’ambito dell’ingegneria civile, per esempio per le attività di misurazione di edifici, dighe, strade ecc., dove è richiesta un’alta precisione nella determinazione della posizione di punti di riferimento, che in alcuni casi possono dare indicazione su possibili e pericolosi spostamenti in grado di mettere a rischio la stabilità dei manufatti. Tuttavia, è possibile fare di più, come spiega il Dr. Ferrante: "il basso costo del sistema di posizionamento MAKALU ne permetterà l’utilizzo in tutta una serie di nuove applicazioni dove si rinunciava alla precisione del posizionamento per questioni di costi. In particolare, i risultati di MAKALU potranno essere utilizzati in applicazioni IoT (Internet delle cose) correlate, per esempio, con il monitoraggio delle frane. Queste ultime rappresentano un grave problema per il Ticino e la disponibilità di uno strumento low-cost potrà facilitare l’implementazione di sistemi di previsione e allarme”.

 

 

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