Un tuffo nello spazio con la Prof.ssa Dr.ssa Svetlana Berdyugina

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Servizio comunicazione istituzionale

16 maggio 2025

La Prof.ssa Dr.ssa Svetlana Berdyugina, Direttrice dell'Istituto ricerche solari Aldo e Cele Daccò (IRSOL), ha condiviso i momenti più importanti della sua carriera e il lavoro che quotidianamente conduce all'IRSOL con la sua squadra, in un'intervista pubblicata da La Rivista del Locarnese e Valli.

La Prof.ssa Dr.ssa Svetlana Berdyugina ha innanzitutto ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, ricordando le ragioni che l'hanno spinta a diventare un'astronoma: "Sono nata nel Sud della Russia, quando era ancora Unione Sovietica. I miei erano ingegneri, mio padre aveva una passione per la scienza e in casa avevamo scatoloni pieni di riviste scientifiche, che per me erano un tesoro da esplorare. Devo molto anche a un'insegnante delle medie, con cui facevo esperimenti di fisica. Ero ancora alle superiori, quando ho capito che volevo diventare astronoma. Così, superati gli esami di ammissione, sono entrata all'Università di San Pietroburgo. Dopo il crollo dell'URSS, ho lavorato per sette anni all'Università di Oulu in Finlandia: un posto magico, sotto il circolo polare, con neve e inverni bui, ma bellissimo quando brillavano il sole e le aurore boreali. Nel 2002 mi sono trasferita all'ETH di Zurigo per altri sette anni, dove sono diventata docente universitaria, e poi per quindici anni a Friburgo, in Germania. Ho viaggiato molto, collaborando con gruppi di ricerca internazionali, anche per la NASA".

È in questi anni che la Prof.ssa Dr.ssa Berdyugina allaccia i primi contatti con l'IRSOL "Spesso ero all'IRSOL per le osservazioni solari, dove ho conosciuto il Direttore Michele Bianda e il suo vice Renzo Ramelli, e in seguito sono entrata nel consiglio dell'istituto. Quando nel 2022 Bianda è andato in pensione dopo 35 anni, sono stata assunta come Direttrice dal consiglio di Fondazione dell'IRSOL e nominata professoressa aggregata dell'USI, a cui l'istituto è affiliato. Sono felice di questi ruoli, perché ho contribuito al suo sviluppo strategico e amo molto la Svizzera".

Nonostante la carriera della Direttrice dell'IRSOL sia un ottimo auspicio per tutte le studentesse che mirano a una carriera nell'ambito scientifico, il gender gap è una realtà con la quale la Prof.ssa Dr.ssa Berdyugina ha dovuto confrontarsi: "Le prime domande sono sorte con il trasferimento in Occidente. Nel 2008 in Germania sono diventata accademica e poi direttrice dell'istituto, ma ero l'unica donna scienziata in tutto il dipartimento! Alla nomina mi hanno detto: 'In cinquecento anni, lei è la prima donna docente di fisica della nostra Università'. Ho partecipato a diversi comitati sulle barriere nelle posizioni apicali per le donne, chiamavamo questa forma di pregiudizio, 'le forbici'. Il gap non è dovuto all'incapacità delle donne - ho seguito spesso allieve molto brave -, ma alle commissioni solo maschili, che inconsciamente prediligono il simile. Attualmente ci sono linee guida per comporre giurie miste, ma sono ancora solo indicazioni: si fanno scelte eque, solo se la commissione è equilibrata e discute sul valore della persona, indipendentemente dal suo genere".

Una delle attività svolte all'IRSOL concerne l'osservazione e lo studio del Sole, che, come spiegato dalla Direttrice dell'IRSOL, altro non è che una stella fra le tante: "Per noi è una stella gialla speciale, ma in realtà ne esistono tantissime nell'universo. È una sfera di plasma fatta principalmente di idrogeno ed elio ad alte temperature, che ha un ciclo temporale di circa 11 miliardi di anni. Con i suoi 4,5 miliardi è ora una signora di mezza età e si ritiene che si estinguerà in una nana bianca. È interessante sapere che le stelle hanno origine da un ammasso di materiale - le nuvole interstellari - e che muoiono quando ne perdono una grande quantità. Per una stella la dimensione è molto importante, il nostro sole è di taglia media. Stelle più grandi vivono solo pochi milioni di anni. Riteniamo perciò che ci sia un'importante correlazione tra la comparsa della vita quattro miliardi di anni fa e il fatto che il nostro sole sia una stella gialla media".

L'attività del Sole, e in particolar modo il suo magnetismo, influenzano in modo significativo la nostra vita: "Le particelle solari cariche vengono spinte verso la Terra e perturbano il campo magnetico terrestre, creando tempeste geomagnetiche. Questo influisce sugli strumenti tecnologici, perché si genera corrente supplementare nella rete, che può causare incendi e disturbare la strumentazione di aerei e astronavi. Nel ciclo attuale il magnetismo solare ha raggiunto un picco più intenso rispetto a dieci anni fa. Abbiamo addirittura visto aurore boreali alle nostre latitudini. In teoria, dovrebbe presto iniziare una fase calante per circa cinque anni. Purtroppo, attualmente non si riesce a prevedere il verificarsi e l'intensità del fenomeno; questo è uno dei miei obiettivi nelle ricerche dell'IRSOL" ha spiegato la direttrice dell'Istituto.

La Prof.ssa Dr.ssa Berdyugina è inoltre un'esperta di astrobiologia; si occupa cioè di cercare forme di vita extraterrestri: "Sulla Terra discendiamo da un'unica tipologia di microorganismi, che ci lega tutti geneticamente. Cerchiamo quindi condizioni simili sugli altri pianeti, ma evidentemente ci influenzano pregiudizi antropologici. Nel corso delle mie ricerche ho sviluppato tecniche per studiare il magnetismo stellare, per osservare i pianeti extrasolari e per rilevare la vita aliena. Per studiare il sole all'IRSOL utilizzo uno strumento veramente unico: 10 ZIMPOL. Si possono ottenere molte informazioni sulla forma e il colore dei corpi celesti, usando diverse tecniche a partire dalle immagini ottenute dai telescopi".

La fisica solare non si basa però soltanto sull'osservazione del cielo: "È possibile studiare l'attività solare anche dai campioni di ghiaccio, prelevati in Groenlandia e Antartide. Sappiamo che c'è una correlazione fra i cicli delle macchie e le variazioni climatiche. Dopo che Galileo scoprì le macchie solari, si osservarono un paio di cicli e poi nulla per cinquant’anni. Proprio tra il 1620 e il 1670 circa in Nord Europa ci fu un periodo di piccole glaciazioni, riprodotte anche nei paesaggi innevati dei quadri olandesi dell'epoca. Credo sia affascinante che anche in un museo d'arte si possa imparare qualcosa sul sole".

Ad oggi all'IRSOL lavorano 13 persone, l'istituto è stato riconosciuto come un centro di ricerca di rilevanza nazionale, una qualifica recentemente riconfermata. Sono inoltre frequenti le collaborazioni con il territorio, ad esempio con la SAT (Società astronomica ticinese - astroticino.ch), e con altri centri svizzeri e non. Inoltre, l'IRSOL è un centro di formazione: "L'IRSOL è frequentato da tirocinanti, studenti di maturità, ricercatori e ragazzi del servizio civile. Io stessa sono un punto di riferimento per gli studenti nei lavori di Master e Dottorato all'USI, soprattutto sulle applicazioni di informatica alla fisica solare" ha concluso la Prof.ssa Dr.ssa Berdyugina.