Quando tecnologia e risparmio energetico vanno a braccetto

© Jakub Zerdzicki
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Servizio comunicazione istituzionale

7 gennaio 2025

La Commissione federale per la ricerca energetica (CORE) è un organo consultivo del Consiglio federale e del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). Tra i suoi membri figura la Prof.ssa Silvia Santini, Professoressa straordinaria presso la Facoltà di scienze informatiche dell'Università della Svizzera italiana (USI), la quale ha parlato del suo lavoro e del rapporto tra tecnologia e sostenibilità in un articolo pubblicato da "Ticino Scienza".

Dal 2024 la Professoressa Silvia Santini è membro della CORE, la quale è costituita da 15 esperti provenienti dal mondo universitario, economico, politico, amministrativo e scientifico. "I membri di CORE vengono scelti anche per rappresentare aree tematiche diverse - spiega la Professoressa Santini -, nel mio caso copro l’area di Information and Communication Technology. Nello specifico porto nella Commissione la mia esperienza nella ricerca sulla smart energy, ovvero sull’utilizzo delle tecnologie digitali per l’ottimizzazione energetica, soprattutto nell’ambito di edifici e abitazioni private". Sul tema della smart energy la Professoressa Santini ha condotto numerosi studi e nel 2017 ha organizzato all'USI un'importante conferenza annuale co-finanziata dall'Ufficio Federale dell'Energia. "Tra gli studi che ho guidato, vorrei ricordare quello sull’utilizzo della sensoristica (dai sensori sui telefoni cellulari a quelli presenti nei cosiddetti wearables, come smart watch, smart ring, auricolari, per fare qualche esempio), con l’obiettivo di capire il comportamento umano e utilizzare poi queste informazioni al fine di migliorare i servizi che possono essere offerti alle persone. Pensiamo solo al fatto che i dati dei sensori ci dicono quali utenti all’interno di un appartamento stanno utilizzando quale tipo di dispositivi; tutto ciò è molto utile per calcolare la curva di consumo energetico e poter proporre interventi mirati al fine di ridurre il consumo di elettricità".

A differenza dei progetti finanziati dal Fondo nazionale di ricerca, rivolti principalmente al mondo accademico, la CORE guarda anche all'industria, considerandone le esigenze immediate e a lungo termine (pur non dimenticando il mondo universitario, infatti, come ricorda la Professoressa Santini "un osservatore del Fondo Nazionale è sempre presente anche alle nostre riunioni").

Il tema energetico si ricollega a un discorso di sostenibilità: uno degli obiettivi principali della CORE è legato alle energie rinnovabili: "C’è una spinta molto forte in questa direzione dal punto di vista della ricerca per favorire un veloce inserimento di sorgenti 'sostenibili' nel sistema globale di energia e permettere al Paese di avere, quanto più possibile, una certa indipendenza energetica" ha spiegato la Professoressa Santini. "Per raggiungere questo scopo il ruolo della popolazione è cruciale. Per fare un esempio concreto, è importante aumentare la consapevolezza del fatto che per sfruttare al meglio i pannelli solari installati sui tetti delle abitazioni, gli elettrodomestici dovrebbero essere utilizzati per quanto possibile nelle fasce della giornata in cui l’energia solare è maggiormente a disposizione". La Svizzera dal punto di vista delle energie rinnovabili è avvantaggiata grazie alla sua morfologia, che permette di sfruttare largamente sia l'energia idroelettrica sia quella solare, tuttavia la questione non riguarda solo problematiche di ricerca, ma anche geopolitiche. "Tra l’UE e la Svizzera, lo sappiamo, non ci sono accordi quadro soddisfacenti su questi temi, e per questo il nostro Paese viene un po’ visto come una sorta di corto circuito dagli Stati confinanti. Ciò espone la Confederazione anche a potenziali rischi, nel caso soprattutto di carenza di energia, qualora dovesse arrivare un inverno molto rigido o un cambiamento repentino e ulteriore della situazione geopolitica. Da questo punto di vista la CORE non può fare molto, nel senso che si tratta di questioni politiche, appunto" ha commentato la Professoressa dell'USI.

In conclusione, la Prof.ssa Santini ha fornito una riflessione sulla parità di genere nella Commissione e nel mondo accademico, scientifico, in Canton Ticino. "Devo dire che la rappresentanza femminile all’interno della Commissione federale per la ricerca energetica, per quanto non sia maggioritaria, è un dato di fatto: ci sono diverse colleghe, che provengono da diversi ambiti. E di questo mi rallegro, anche se si potrebbe fare di più. Per quanto concerne il campo della ricerca universitaria - tanto più nel mio settore - in Ticino rimangono delle disuguaglianze di genere. Purtroppo non siamo ancora vicini alla parità, benché la situazione stia migliorando". La Professoressa ha considerato incoraggiante il fatto che nella sua carriera all'USI abbia supervisionato prevalentemente il lavoro di dottorande, non per scelta personale, ma in quanto sono state le studentesse stesse a candidarsi per lavorare nel suo gruppo di ricerca. "Mi auguro fortemente che queste ricercatrici possano trovare adeguati spazi e contesti professionali, ma anche sociali, che permettano loro di conciliare la carriera e la sfera privata, come dovrebbe avvenire per chiunque lo desideri, in una società moderna".

 

L'intervista completa alla Professoressa Silvia Santini, curata da Valeria Camia e pubblicata su "Ticino Scienza", è disponibile al seguente link.