Vent'anni di eventi e innovazione: la Facoltà di scienze informatiche e il territorio ticinese

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Servizio comunicazione istituzionale

25 novembre 2024

Il 16 e il 17 gennaio 2025 Voxxed Days Ticino, apprezzato evento locale a carattere informatico, festeggerà un importante traguardo andando in scena con la sua decima edizione. La ricorrenza fa il paio con il ventesimo anniversario della Facoltà di scienze informatiche dell'Università della Svizzera italiana (USI), che nei suoi due decenni di esistenza ha spesso preso parte a progetti di questo genere, anche per il loro forte legame con il territorio e la popolazione ticinese.

Il duplice anniversario offre lo spunto perfetto per una chiacchierata con Mauro Prevostini, Program manager della Facoltà di scienze informatiche e membro del comitato organizzativo di Voxxed Days Ticino. Di seguito vi proponiamo un’intervista realizzata dal Servizio comunicazione istituzionale.

 

Mauro Prevostini, l’anno accademico attualmente in corso è caratterizzato dai festeggiamenti per il ventesimo anniversario della Facoltà di scienze informatiche. Due decenni di corsi, ma anche di eventi, sia interni sia esterni alla Facoltà. Cos’è cambiato dal 2004 a oggi, in questo senso?

"La prima cosa a cui penso, dal punto di vista prettamente organizzativo, è che un tempo - agli albori della Facoltà - ero praticamente da solo, mentre adesso siamo una bella squadra. Sicuramente negli ultimi vent’anni il nostro staff si è strutturato maggiormente. Per quanto riguarda i contenuti invece, il tempo ha inevitabilmente modificato i temi al centro dei vari eventi. Una volta ad esempio si parlava poco di Intelligenza artificiale (IA). Essa era già presente, ma veniva trattata marginalmente, al contrario di altri argomenti. Oggi evidentemente non è più così. Un altro cambiamento che ho notato, nel corso degli anni, è la conformazione di questi appuntamenti. E di riflesso, del nostro coinvolgimento in essi come Facoltà di scienze informatiche. Un tempo, oltre alle conferenze scientifiche, tenevamo delle conferenze divulgative all’interno di altri eventi. Vi era per esempio 'Ticino Informatica', che si svolgeva in autunno, o il 'Lugano Communication Forum', che si svolgeva in primavera, e al loro interno erano presenti delle aree tematiche. Oltre che di tecnologia, si parlava di informatica o di informatica applicata ad altre discipline, ed era un aspetto molto importante perché le persone potevano ottenere informazioni avanzate soltanto partecipando a questo genere di kermesse. Oggi invece tutte le informazioni si trovano in rete, e questo aspetto ha completamente mutato il volto degli eventi. Di fatto, essi sono divenuti più specializzati e coinvolgono principalmente gli sviluppatori di software e i ricercatori, che si ritrovano al fine di dialogare e affinare le proprie capacità. Ciò che peraltro è rimasto immutato nel corso degli anni è proprio questo: la voglia di riunirsi. Nemmeno il periodo della pandemia, caratterizzato giocoforza dagli incontri online, ha spento questo desiderio di radunarsi, di confrontarsi, di discutere, e perché no, di ridere e scherzare assieme, che fa sempre bene".

 

Il Ticino, oggi, può essere definito come un cantone “informatico”? E se sì, più o meno di 20 anni fa, rispetto agli albori della Facoltà?

"Inizio la mia risposta con un aneddoto. Quando nel 2001 venni assunto dall'USI come Project Manager, per lavorare al fianco del Professor Mehdi Jazayeri alla progettazione della Facoltà di scienze informatiche, un conoscente più anziano di me e che conosceva bene il territorio, mi disse: 'Sai Mauro, il Ticino è passato dalla zappa al computer troppo in fretta'. All’epoca non era evidente far comprendere la necessità di una Facoltà di scienze informatiche nel nostro cantone. Sapevamo però che se fossimo riusciti a creare un'antenna che non fosse solo locale bensì anche internazionale, attirando professori e ricercatori di calibro mondiale, avremmo potuto avere successo, istituendo nel contempo qualcosa di originale. Il vantaggio, non avendo particolari vincoli, fu la possibilità di costruire un programma di studi innovativo basato sull'apprendimento per progetti, che si rivelò la carta vincente, grazie alla quale al Prof. Jazayeri - primo Decano della Facoltà - vennero conferiti prestigiosi riconoscimenti internazionali per la didattica. In seguito, assieme alla Facoltà di scienze informatiche dell'USI, vi fu una crescita anche delle istituzioni già presenti sul territorio come il Dipartimento Tecnologie Innovative della SUPSI, ed ora in Ticino possiamo vantare un polo tecnologico all'avanguardia che si situa al terzo posto in Svizzera dopo Zurigo e Losanna, sedi dei due Politecnici federali, che hanno numeri nettamente superiori ai nostri. Per tutte queste ragioni, attualmente in Ticino vi è una richiesta in crescita di specialisti del settore informatico. Benvenga dunque che ci sia la nostra Facoltà, in grado di rispondere a questa necessità".

 

La connessione con il territorio, lo suggerivamo in precedenza, passa anche attraverso gli eventi organizzati sullo stesso. Che futuro immagina per questi appuntamenti e di riflesso, quantomeno in parte, per il vostro legame con la popolazione?

"Prevedere ciò che avverrà in futuro è sempre molto complicato. Sicuramente il legame e la vicinanza al territorio restano e resteranno fondamentali, al fine di trasmettere quello che viene 'scoperto' all’interno dei gruppi di ricerca, o anche solo per spiegare alla popolazione cosa fa la nostra università. L’informatica, del resto, è una disciplina relativamente ancora giovane, e non sempre è facile comprenderne appieno le sue sfaccettature. Spesso ci si accorge dell'importanza di questa disciplina solo quando qualcosa non funziona, ad esempio quando un aeroporto viene chiuso a causa di una panne informatica. Tendiamo dunque a trascurare quante volte ci aiuta nella vita quotidiana, quasi impercettibilmente. È anche in quest'ottica che ci muoviamo affinché i nostri eventi siano sempre più divulgativi. Molte cose sono disponibili su internet, ma resta tuttavia fondamentale sapere di cosa si occupa l’università dietro casa. Di cosa si occupano i suoi ricercatori, incontrarli e, banalmente, capire cosa pensano, loro che sono esperti nell'ambito, di temi estremamente attuali come ad esempio ChatGPT. Tornando alla domanda iniziale, ritengo e auspico che sia questa la via che verrà percorsa in futuro, per quanto riguarda il legame con il territorio".

 

Negli ultimi anni, l'ha menzionata in precedenza, a dominare la scena è stata l’Intelligenza artificiale (IA), che ha ormai pervaso la gran parte degli appuntamenti del settore. Non è tuttavia sempre stato così, giusto?

"Grazie all’Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale (IDSIA), fondato alla fine degli anni '80, a inizio millennio la ricerca sull'IA era già ben presente sul nostro territorio. Tuttavia si discuteva poco di IA perché non aveva ancora raggiunto il grande pubblico. Agli albori della Facoltà, uno dei temi di ricerca trattati al suo interno era l'informatica pervasiva, ovvero l'informatica e relativi dispositivi che - integrati nell'ambiente di tutti i giorni - diventano quasi impercettibili, come a quel tempo lo erano le reti di sensori wireless. Le applicazioni informatiche erano dunque già orientate al supporto di altre discipline come la finanza, la medicina oppure l'agricoltura, settori in cui si possono raccogliere grosse quantità di dati che, con l'avvento dell'IA, oggi si possono analizzare più velocemente e da cui si possono estrarre delle previsioni specifiche molto più attendibili rispetto al passato. Per fare un parallellismo rispetto a vent'anni fa e al concetto di pervasione, si può dire che attualmente l'IA, attraverso gli algoritmi di apprendimento automatico, sta a sua volta pervadendo molti servizi o prodotti informatici a beneficio di numerose discipline. Al tempo stesso, anche il modo di insegnare e apprendere l'informatica sta cambiando, abbracciando le tecnologie basate appunto sull'IA. Faccio un esempio, che forse aiuta a comprendere meglio il concetto: una volta il programmatore lavorava ore e ore alle linee di codice. Oggi invece, grazie al supporto dell'IA, bastano delle indicazioni precise per ottenere un aiuto automatico e molto importante in pochi secondi, riducendo sensibilmente i tempi di programmazione. Talvolta tuttavia secondo me l'utilizzo del termine 'Intelligenza artificiale (IA)' è un po' inflazionato, tanto che a volte il grande pubblico tende a parlare di IA anche per un semplice programma informatico che aiuta ad automatizzare alcuni lavori di routine, per il quale non agisce alcun algoritmo di IA."

 

Tra poche settimane Voxxed Days Ticino, evento incentrato sulla programmazione, festeggerà un importante traguardo: la sua decima edizione. La Facoltà di scienze informatiche dell'USI, lo ricordiamo, è tra gli organizzatori - e i partecipanti - dell'appuntamento. Ci racconta un po’ di cosa si tratta, e cosa ci riserverà l’edizione 2025?

"Innanzitutto mi fa molto piacere vedere che Voxxed Days Ticino si appresta a tagliare un traguardo così importante come il decimo anniversario. Quest’anno è addirittura stato stabilito il record di proposte di relazioni e workshop ricevute, con oltre 200 proposte che sono state vagliate dagli esperti del comitato di programma. L’evento è naturalmente un appuntamento specialistico, ad esempio - ma non solo - per sviluppatori che utilizzano Java, linguaggio di programmazione che tra l’altro - a sua volta - quest’anno festeggia i 30 anni dalla sua creazione. Tra Voxxed Days Ticino, la Facoltà di scienze informatiche dell'USI e Java è insomma proprio un'annata speciale, ricca di ricorrenze. Per quanto riguarda il programma di Voxxed Days Ticino, giovedì 16 gennaio 2025 - presso il Campus Est di Lugano - sono previsti dei workshop, dove nel corso della giornata si approfondiranno dei temi puntuali con degli esperti di settore. Venerdì 17 gennaio avrà invece luogo al Palazzo dei Congressi di Lugano l'evento principale con conferenze di alto livello tenute da relatori scelti dal comitato di programma, che provengono da una decina di nazioni europee e dagli Stati Uniti d'America. L’evento, suggerivo, è quindi dedicato a un pubblico specializzato, come la comunità degli sviluppatori software provenienti dal canton Ticino ma anche da oltre Gottardo e dal Nord Italia. Naturalmente non si parlerà esclusivamente di Java e programmazione, ma sarà dato spazio anche ad altre tematiche come la già citata IA o la cyber sicurezza. L'obiettivo di un evento simile è che i partecipanti possano affinare le proprie conoscenze e utilizzarle per il proseguimento della propria professione. Anche i contatti sono importanti, figli di un interessante networking favorito dalla presenza di svariati rappresentanti di aziende. Proprio per questo motivo gli studenti godono di un prezzo ridotto per l’ingresso, affinché chi già studia informatica possa confrontarsi con degli specialisti ed entrare in contatto con il mondo del lavoro. Come già anticipato, in Ticino ci sono diverse aziende che cercano informatici validi, ma faticano a trovarne. Un evento come Voxxed Days Ticino, in questo senso, aiuta e ispira tutte le parti in causa. Ecco perché è importante che USI, così come SUPSI, facciano parte del comitato organizzativo, al fine di sostenere e incoraggiare i propri studenti a inserirsi in un mondo lavorativo che offre ottime prospettive per il futuro, e nel contempo mettere a disposizione delle aziende competenze all'avanguardia attraverso i propri ricercatori".