Premio SWISSENGINEERINGTICINO: ecco i vincitori

Immagini: Fondazione Premio SWISSENGINEERING
Immagini: Fondazione Premio SWISSENGINEERING
Il vincitore del premio USI-MASTER 2021 Noli Manzoni
Il vincitore del premio USI-MASTER 2021 Noli Manzoni
La vincitrice del premio USI-MASTER 2021 Sofia Boarino
La vincitrice del premio USI-MASTER 2021 Sofia Boarino
I vincitori del premio migliori presentazioni, tra cui Gabriele Aldo Di Rosa e Zeno Zanderigo
I vincitori del premio migliori presentazioni, tra cui Gabriele Aldo Di Rosa e Zeno Zanderigo

Servizio comunicazione istituzionale

1 Ottobre 2021

I premi della fondazione PREMIOSWISSENGINEERINGTICINO vengono attribuiti ogni anno, dal 2007, a giovani talenti neodiplomati nel campo dell’ingegneria presso le scuole professionali, scuole universitarie professionali e università del Canton Ticino. Da quest’anno la Fondazione attribuisce inoltre un premio dedicato ai giovani talenti dell’architettura, premiando studentesse e studenti del corso di Master dell’Accademia di architettura dell’USI. La prima edizione del premio in Architettura è stata vinta da Sofia Boarino per la tesi "Hit the Beat, Chiasso Station". Zeno Zanderigo ha invece vinto nella categoria miglior presentazione per la Facoltà di architettura.

Per la Facoltà di scienze informatiche sono stati premiati Noli Manzoni (per la miglior tesi 2020, con il suo lavoro dal titolo "Automated recognition of features in architectural 3D models, using Artificial Intelligence Methods") e Aldo Gabriele Di Rosa (per la migliore presentazione). Abbiamo chiesto ai due premiati della Facoltà di scienze informatiche e alla vincitrice e il vincitore dei premi della Facoltà di architettura di spiegarci il significato di questo riconoscimento e fornirci uno sguardo più approfondito sui progetti che hanno sviluppato.

Noli Manzoni (diplomato del Master in Artificial Intelligence)Dopo quasi un anno di lavoro, questo premio è una grande soddisfazione ed è una successiva conferma che perseguire il Master in Intelligenza Artificiale sia stato un percorso azzeccato, così come svolgere una tesi in questo campo, che mi ha portato a vincere questo premio. Inoltre, rivedendo il lavoro svolto e i suoi risultati ricordo con nostalgia il mondo accademico. Ritengo che vedere l'applicazione pratica delle proprie conoscenze e i risultati ottenuti dalla ricerca sia molto stimolante. Per questo motivo, per questa tesi di Master, ho preso contatto con una start up luganese (HEGIAS) per poter utilizzare le mie conoscenze in Intelligenza Artificiale per aiutare a risolvere una problematica con cui l'azienda era confrontata. A seguito di vari colloqui, abbiamo deciso che lo scopo del mio lavoro di Master sarebbe stato il riconoscimento e la classificazione in modo automatico di oggetti/modelli 3D da poter poi utilizzare in contesti CAD. Il fatto di avere come obiettivo un prodotto che verrà commercializzato mi ha motivato e mi ha permesso di svolgere in modo impeccabile sia la ricerca accademica (analisi della letteratura con le varie verifiche e sviluppo di un'idea innovativa) sia l’implementazione effettiva dell’algoritmo di riconoscimento di modelli 3D.

Aldo Gabriele Di Rosa (diplomato del Master in Software and Data Engineering): Per me vincere questo premio significa essere ricompensato di tutti i sacrifici fatti per portare a termine gli studi. Questo assume ancora più valore pensando a quanti ex-studenti in gamba vi hanno partecipato. Il tema della mia tesi è quello di misurare e cercare di migliorare la produttività di uno sviluppatore. Per questo ho raccolto -tramite un'estensione per un ambiente di sviluppo (IDE) - dati su ciò che uno sviluppatore fa mentre si trova in un IDE. Per misurare la produttività, oltre a ciò che succede nell’IDE, è necessario sapere cosa accade al di fuori, per esempio nel browser o nel computer. Ho sviluppato quindi una app (per Mac e un’estensione per Google Chrome) che catturasse tutte le azioni che una persona esegue mentre è al computer: dalla navigazione di siti web al cambio di applicazione in uso. Ho raccolto dati da diversi sviluppatori, tra cui studenti e lavoratori, e sviluppato una web app che mostra (tramite grafici) allo sviluppatore quali azioni ha effettivamente compiuto durante il suo orario di lavoro.

Sofia Boarino (diplomata del Master di Architettura): Vincere questo premio è per me un onore e motivo di grande motivazione: una volta terminata l’università ed entrata nel mondo del lavoro, è necessario impegnarsi molto per trovare la propria strada, per farsi ascoltare, per riuscire a realizzare i propri progetti e per soddisfare le proprie ambizioni, e certamente ricevere un primo riconoscimento professionale è una grande soddisfazione. Sono soprattutto felice che il progetto sia arrivato alla giuria e che sia stato capace di veicolare i messaggi che sostiene. Per me questa è la cosa più importante: riuscire a trasmettere idee, emozioni e bellezza, in ogni sua forma, tramite l’architettura. Il mio progetto di diploma tratta un tema che in architettura viene spesso poco considerato, ovvero l’acustica. Si tratta di una tematica molto complessa che solitamente viene affrontata in modo puramente tecnico e quasi unicamente in termini di isolamento, ovvero pensando a come proteggere lo spazio e i suoi fruitori dal suono. È già da un paio di anni che io invece mi interesso al tema in modo diverso, ampliando la ricerca sull’acustica fino alla musica, approfondendo la fisica del suono, la sua influenza sulla meccanica, i suoi effetti sul corpo, e sperimentando l’inclusione del suono all’interno dello spazio architettonico come elemento progettuale. Nel contesto della città di Chiasso, un luogo estremamente ricco di rumori prevalentemente provenienti dall’infrastruttura ferroviaria, ho deciso di lavorare con il suono. Situandomi sul lungo lotto adiacente alla stazione — attualmente occupato in gran parte da edifici vuoti e decadenti e da una grande area parcheggio — ho pensato di promuovere un approccio di apertura alla ferrovia e ai suoi rumori, alla sua musica, piuttosto che di chiusura. L’intento è quello di rivitalizzare il tessuto urbano e di creare nuovi luoghi di riferimento per la vita quotidiana, spazi per le relazioni sociali e percorsi urbani, proprio partendo dal forte carattere sonoro-industriale della città. Il progetto “Hit the Beat” prevede la costruzione di una Sound Art Master School e di una Concert Hall for Experimental Music & Arts, e il riutilizzo degli edifici esistenti annessi alla stazione come sala eventi e centro di accoglienza per immigrati. Infine l’intero suolo del lotto è trattato come un grande parco urbano che collega tutti gli interventi. Attraverso il programma progettuale, dedicato alla musica, Chiasso diventa dunque una vera e propria libreria di suoni a cielo aperto e fonte di ispirazione per il processo creativo degli studenti del complesso universitario. Ricerca, creatività e risoluzione di formule matematiche complesse, sono stati gli ingredienti del mio processo progettuale.

Zeno Zanderigo (diplomato del Master di Architettura): In quanto ex studente dell'Accademia, essere contattati dopo il lungo processo di elaborazione e discussione della propria tesi fa riflettere a mente lucida e distesa. Il fatto che a distanza di un anno si abbia conferma che il proprio lavoro di tesi non sia relegato in un cassetto ma sia ancora oggetto di gratificazione e discussione conferisce un senso profondo al proprio percorso. In più questo premio essendo assegnato da una fondazione ticinese, espressione di un territorio con cui gli studenti di architettura si confrontano durante gli studi, rende ancora più sentito il riconoscimento del proprio lavoro. Il mio progetto di tesi ipotizza il recupero della porzione di territorio oggi occupata dall'autostrada nella cittadina di Chiasso bypassando il fondovalle con una galleria sotto il Penz. Nella sede oggi occupata dall'autostrada il progetto va ad insediare una serie di funzioni urbane che vanno dal parco urbano, a piazze rivolte verso il fiume Breggia, fino ad attrezzature sportive e commerciali collegate tra di loro con un sistema di mobilità lenta comunicante con i due lati della frontiera. La dismissione del vecchio tratto autostradale verrebbe realizzata smantellando il fondo in calcestruzzo di alcune parti dell'infrastruttura andando poi a riutilizzare questo materiale come inerte per la rinaturalizzazione delle rive del tratto urbano del Breggia. Penso che il mio progetto si distingua per un approccio di sviluppo del territorio che mescoli una visione innovativa come il progetto di deviazione dell'autostrada (progetto di Elena Fontana adottata nell'ambito dell'atelier di progettazione Nunes-Gomes) ad un processo di rinaturalizzazione lento e flessibile alle varie condizioni di applicazione.