Frequently Asked Questions (FAQ) - Facoltà

Benvenuti nella sezione delle Frequently Asked Questions. Qui trovate le domande che ci vengono rivolte con maggior frequenza da chi visita il sito della nostra Facoltà. Ci auguriamo che possano essere utili per chiarire anche i vostri dubbi.

  • Come è nata l'idea di creare una Facoltà in scienze informatiche?
    Nell'ambito della procedura di riconoscimento del Ticino quale Cantone universitario diverse istanze federali hanno invitato l'USI a completare la sua offerta formativa con una facoltà d'indirizzo scientifico, per rafforzare l'attività accademica in campi particolarmente promettenti, consolidare la ricerca di base e migliorare il servizio per le aziende ed altre istituzioni esterne.
    La creazione di una Facoltà di scienze informatiche persegue quattro obiettivi:
    • Sviluppare le attività dell'USI nel campo delle scienze esatte
    • Potenziare l'insegnamento e la ricerca in un'area strategicamente importante, in sinergia con le facoltà esistenti, Scienze economiche e Scienze della comunicazione in particolare
    • Rispondere alle nuove e mutevoli esigenze professionali nel campo dell'informatica
    • Promuovere un'offerta innovativa nel settore delle nuove tecnologie
    Un recente studio del Consorzio europeo "Career Space", che comprende i maggiori gruppi internazionali attivi nel settore delle tecnologie della comunicazione, mostra che l'offerta formativa nel campo dell'informatica non risponde più alle richieste del mercato internazionale (www.careerspace.com). Il Consorzio ha elaborato due documenti essenziali: il primo sui profili attuali degli specialisti in informatica ("generic ICT skills") e il secondo sulle linee generali di sviluppo dei programmi di studio dell'informatica ("curriculum development guidelines").
    In un contesto in rapida evoluzione la nuova Facoltà di scienze informatiche intende assumere un profilo innovatore, interdisciplinare e complementare rispetto alle offerte formative esistenti.
  • Quali sono le relazioni e le sinergie con le facoltà già esistenti e con la SUPSI?
    • L'USI e la SUPSI offrono due profili diversi con interessanti possibilità di sinergie a livello didattico e nel campo della ricerca. Il laureato in Scienze informatiche dell'USI sarà uno specialista informatico in possesso di una preparazione interdisciplinare ed una specializzazione in uno dei campi applicativi citati in precedenza. L'informatico della SUPSI è un ingegnere che realizza soluzioni in ambiti industriali ed istituzionali applicando generalmente tecnologie esistenti. I due profili sono chiaramente complementari.
    • Nel campo dell'insegnamento è ipotizzabile la frequentazione di certi corsi in comune. Inoltre gli studenti del Dipartimento Informatica e Elettronica della SUPSI potranno partecipare a progetti con gli studenti USI, in particolare nel terzo anno.I laboratori informatici potranno essere utilizzati separatamente da USI e SUPSI.
    • Nella ricerca esistono già oggi collaborazioni fra USI e SUPSI in particolare nei settori dell'e-learning e dei sistemi embedded (Istituto Alari, www.alari.ch). All'USI la ricerca sarà principalmente orientata a problemi teorici e di base, mentre alla SUPSI la ricerca resterà principalmente applicata, orientata alla realizzazione concreta di prodotti e strumenti. Anche nell'informatica non è possibile una separazione netta fra ricerca di base e ricerca applicata. Le differenze nella formazione determinano le scelte dei temi e dei progetti di ricerca.
    • La collaborazione fra USI e SUPSI nel campo della ricerca sarà particolarmente importante nell'ambito del 6° programma quadro dell'Unione Europea, nel quale l'acquisizione di progetti di ricerca dipenderà in modo particolare dalla disponibilità di massa critica e capacità complementari.
  • Quali vantaggi porterà la nuova facoltà?
    Prima di tutto sarà uno stimolo alla crescita scientifica, tecnologica ed economica della Svizzera italiana grazie alla presenza ed al contributo di scienziati, ricercatori e studenti.
    In secondo luogo, essa rafforzerà qualitativamente le attività di formazione e di ricerca già esistenti in Ticino: il Dipartimento Informatica e Elettronica della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (www.supsi.ch), il Centro svizzero di calcolo scientifico (CSCS: www.cscs.ch), l'Istituto Dalle Molle di Studi sull'Intelligenza Artificiale (IDSIA: www.idsia.ch) e l'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB: www.irb.unisi.ch).
    Essa darà, infine, un forte impulso alle relazioni accademiche della nostra Università a livello nazionale ed internazionale.
  • Dove si troverà la nuova Facoltà di scienze informatiche?
    Nel campus dell'USI a Lugano è stato costruito un nuovo stabile, in corrispondenza e di volume identico al "palazzo rosso" che ospita le aule.Il nuovo edificio prevede appositi spazi per l'insegnamento e i lavori pratici sulla base del piano degli studi.
  • Quali sono oggi i principali partner della Facoltà di scienze informatiche?
    • I Politecnici di Zurigo e di Milano: per definire specializzazioni complementari, favorire la mobilità degli studenti e per stabilire un'ampia rete di collaborazione nazionale e internazionale
    • Dipartimento Informatica e Elettronica della SUPSI: per definire il programma di studi della laurea triennale e per creare sinergie nell'utilizzo delle infrastrutture software e hardware
    • I centri di ricerca in Ticino (CSCS, IDSIA e IRB): per favorire collaborazioni nel biennio di specializzazione e nella ricerca in settori quali la progettazione di sistemi complessi, l'elaborazione intensiva dei dati, l'intelligenza artificiale, il supporto decisionale e la modellizzazione biologica
  • Chi ha elaborato il progetto della Facoltà di scienze informatiche?
    Il progetto si basa su uno Studio di fattibilità allestito da un Gruppo di lavoro costituito il 16 febbraio 2001 dai Consigli dell'USI e della SUPSI in riunione congiunta. Nel Gruppo presieduto dal Prof. Marco Baggiolini, Presidente dell'USI, assistito dall' Ing. ETHZ Mauro Prevostini quale manager del progetto, erano rappresentati l'USI, la SUPSI, i Politecnici di Zurigo e di Milano e diversi Istituti di ricerca con sede in Ticino (vedi tabella). Lo Studio di fattibilità è stato approvato dai Consigli dell'USI, della SUPSI e dal Consiglio di Stato.
    Membri del Gruppo di lavoro:
    • Prof. Mehdi Jazayeri, direttore ITC, Facoltà di scienze della comunicazione
    • Prof. Giovanni Barone-Adesi, decano, Facoltà di scienze economiche
    • Prof. Luigi Dadda, presidente ALaRI, Advanced Learning and Research Institute on Electronic Systems (ALaRI)
    • Prof. Edo Poglia, presidente SUPSI
    • Dr. Fiorenzo Scaroni, resp. della ricerca, SUPSI
    • Dr. Giambattista Ravano, direttore DIE, SUPSI
    • Dr. Carlo Lepori, direttore, IDSIA
    • Prof. Michele Parrinello, direttore, CSCS
    • Prof. Marcus Thelen, IRB
    • Prof. Jürg Nievergelt, delegato del rettore, Politecnico di Zurigo (ETHZ)
    • Prof. Roberto Negrini, delegato del rettore, Politecnico di Milano (PoliMi)
    • Dr. Mauro Martinoni, Uff. Studi Universitari e Albino Zgraggen, Segretario generale USI, Osservatori
  • Perché investire in una nuova facoltà e non consolidare quelle esistenti?
    Il continuo adeguamento delle attività esistenti al progresso scientifico e il continuo consolidamento dei risultati acquisiti sono una necessità intrinseca per ogni facoltà. Il consolidare tuttavia non esclude iniziative nuove come l'apertura della Facoltà di scienze informatiche. "Dobbiamo avere il coraggio di progettare il futuro senza lasciarci condizionare dalle preoccupazioni quotidiane," sostiene il Presidente dell'USI. La nuova facoltà permetterà di rafforzare la presenza dell'informatica nei corsi e nei programmi di ricerca delle facoltà esistenti e faciliterà lo sviluppo e il consolidamento scientifico e gestionale di tutta l'Università.
  • Perché investire risorse in un momento economico difficile?
    L'Università deve pianificare a lungo termine in previsione degli sviluppi futuri. Non possiamo correre il rischio di non essere pronti a livello formativo e nella ricerca, quando la ripresa economica ed il progresso rapido e non sempre prevedibile delle tecnologie chiederanno nuove figure professionali. In un periodo di recessione, la disoccupazione tocca tutti i settori compreso quello dell'informatica. Una solida formazione informatica apre tuttavia opportunità di inserimento nel mondo del lavoro anche in periodi congiunturali sfavorevoli. Il prof. Ravano, direttore del Dipartimento Informatica e Elettronica della SUPSI, sottolinea che gli studenti di informatica acquisiscono le capacità di creare innovazione e quindi posti di lavoro. Il programma di studi della nuova facoltà, abbinando la teoria e le tecnologie informatiche alle capacità progettuali, alle conoscenze del lavoro di team e alla gestione dei progetti, prepara i laureati alle sfide future.